fulmine, saetta, corrente, tralicci

Anti-blackout: come funziona?

Entrare in casa ed accendere la luce, quante volte avete compiuto questo semplice gesto? Diamo tanto per scontata l’energia elettrica che ci accorgiamo di quanto sia importante per le nostre vite solo quando questa viene a mancare.

L’idea di non rimanere mai senza corrente è allettante, soprattutto nel periodo invernale dove le temperature scendono anche parecchi gradi sotto zero. Qui a Modena le interruzioni di corrente non sono cosa rara, per questo ATON Storage ha implementato la funzionalità anti-blackout nei suoi prodotti.

I sistemi di accumulo dotati di funzione EPS (anti-blackout) permettono di mantenere stabile il flusso di corrente anche durante un blackout sfruttando la carica residua all’interno delle batterie per alimentare le utenze dell’abitazione.

Blackout, power outage

Che bel panoram… oh…

 

Esistono due differenti tipologie di EPS, una attuata dai sistemi ibridi (Ra.Store K & Ra.Store 3), l’altra dai retrofit lato AC (Zon.E):

Sistema EPS ibrido: avendo al suo interno l’inverter che è direttamente collegato ai pannelli fotovoltaici questo sistema non solo sfrutta l’energia presente nelle batterie al momento del blackout ma permette ai pannelli di continuare ad erogare potenza durante tutto il periodo di mancanza di corrente. Questo è il sistema EPS più completo e performante.

Sistema EPS retrofit AC: non avendo un inverter proprio ma dovendo sfruttare quello esistente questo sistema non è in grado di far transitare la corrente dai pannelli fotovoltaici all’abitazione. Per questo motivo può solamente sfruttare l’energia che è stata immagazzinata nelle batterie prima del blackout ed una volta che questa è terminata viene meno anche la funzione EPS.

L’unico problema con questi prodotti è dire no agli amici quando vi chiederanno di poter venire a casa vostra per non restare al buio durante il blackout!

 

 

Eclissi di luna, luna, fasi lunari

Come si calcolano i cicli di carica/scarica?

Caso tipico: volete installare un impianto di accumulo nella vostra abitazione e l’offerta è vasta ma, non essendo voi tutti ingegneri e/o appassionati di Volt, ampere e kiloWatt, non avete idea di quali siano i valori fondamentali su cui basare la vostra scelta. Così qualche genio del marketing si sveglia e, capendo le potenzialità di questa grossa falla nel vostro sistema di valutazione, vi propone un dato che all’apparenza risulta inequivocabile, preciso ed oggettivo, relativo alla bontà di un modulo batteria: il numero di cicli carica/scarica.

Facile, no? Ne avete sentito parlare da quando vi siete avvicinati al modo degli accumuli e quasi sicuramente non vi siete mai chiesti cosa significhi con precisione perché tutti lo citano, quindi deve per forza essere importantissimo.

I principali produttori si arrovellano dunque per tirare fuori dal cilindro schede tecniche di moduli batterie che sembrano poter durare cent’anni, qualcuno si spinge addirittura a dichiarare cicli infiniti (suscitando l’ilarità generale) giusto per vendere un accumulatore in più e destabilizzare il mercato.

batterie, pile, carica/scarica

Certo, se vi dicessimo che il calcolo del ciclo carica/scarica non è un dato oggettivo e può essere manipolato come e quando vi pare, il castello di carte crollerebbe in men che non si dica, giusto? La domanda fondamentale è: quando viene calcolato un ciclo di carica/scarica? Ogni produttore fa a modo suo e spesso nelle condizioni di garanzia sono presenti clausole ben nascoste che minano l’esperienza generale invalidandone la copertura. ATON Storage invece è molto chiara a riguardo: con scarica del 90% e successiva ricarica fino al massimo della capacità si ha un ciclo. Il bello è che 6.000 cicli con DoD al 90% permettono di mantenere una capacità di accumulo dell’80% dopo 10 anni ma in condizioni normali una scarica al 90% non viene mai raggiunta (il sistema si autoregola per evitare questa condizione) e per questo motivo ATON Storage può avvalersi della facoltà di contare più di 2 cicli carica/scarica al giorno e garantire comunque le batterie per 7 anni espandibili a 10, per stare sul sicuro.

Tutti questi conti per dire cosa?

Che basare l’acquisto di un accumulatore sul solo valore numerico di cicli carica/scarica dichiarato dal produttore senza chiedere informazioni riguardo l’effettivo valore di questi dati non è altro che coprirsi gli occhi con una benda e effettuare un acquisto importante senza informarsi seriamente prima di firmare il contratto.

Se proprio volete avere un dato, basate il vostro acquisto sulla durata della vita della batteria in uso reale, che sui sistemi ATON Storage è ben più di 10 anni.

 

 

Pesci, boccia per pesci, boccia pesci rossi

L’importanza della giusta taglia

Perché la potenza di carica/scarica è fondamentale?

Quando si intende acquistare un sistema di accumulo per la propria abitazione è necessario tenere conto di molteplici fattori, tra i quali spicca per importanza la potenza di carica/scarica delle batterie. Questa è importante perché da essa dipende la quantità di energia che viene trasferita alla e dalla batteria durante tutto l’arco della giornata. Prendiamo ad esempio un sistema con 5.000 W di potenza da pannelli fotovoltaici che è collegato ad un sistema di accumulo con capacità di carica/scarica di 2.000 W: è facile intuire come in questa situazione, con produzione a pieno carico, soli 2.000 W istantanei possano essere immessi in batteria ed il resto, in questo caso 3.000 W, vada consumato istantaneamente dall’utenza oppure ceduto alla rete (cosa non auspicabile, visti i prezzi irrisori con cui i gestori pagano l’energia immessa nella loro rete!)

Allo stesso modo soli 2.000 W possono essere estratti in ogni momento dalla batteria, anche se questa ha 10.000 o 20.000 Wh di energia pronta da sfruttare, rendendo praticamente impossibile un’utenza domestica che si voglia definire pienamente autonoma: accendere contemporaneamente un forno e l’asciugacapelli può risultare in un prelievo da rete elettrica per compensare la richiesta di energia che non può essere soddisfatta da un sistema di accumulo con potenze così ridotte. Ciò che invece ATON fa è dotare i suoi prodotti di sistemi di carica/scarica ed inverter dimensionati ad hoc per ogni singola utenza, così da raggiungere il massimo dell’efficienza possibile, seguendo ancora una volta il nostro principio del fatto su misura, ovviamente mantenendo invariate le dimensioni esterne. Perché ogni casa è differente e necessita di differenti attenzioni.

ATON Ra.Store K rosso

Per esempio, nel prodotto Ra.Store K, per utenti che ancora non hanno un impianto fotovoltaico o che vogliono sostituire il vecchio inverter del proprio impianto esistente e beneficiare di una garanzia di 7 anni su quello ATON, le potenze di carica/scarica vanno da 2.500 a 5.000 W istantanei, un buon modo per adattarsi ad ogni esigenza.